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Radice di lucertola/ giglio voodoo (Typhonium venosum) - La meraviglia senza terra e acqua
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La radice di lucertola, classificata botanicamente come Typhonium venosum e ancora conosciuta da molti appassionati di piante con il nome di Sauromatum venosum, è una delle piante più curiose e affascinanti della famiglia delle aracee. È un vero colpo d'occhio e un autentico must per gli amanti delle piante straordinarie ed esotiche. L'aspetto più spettacolare di questa pianta è la sua caratteristica di cosiddetta fioritura a secco: all'inizio della primavera, l'imponente fiore spunta apparentemente per magia direttamente dal tubero nudo, completamente senza terra né acqua.
Contenuto della confezione: 1 pianta giovane in vaso da 7 cm (circa 15-20 cm)
Origine e habitat naturale:
La radice di lucertola proviene originariamente dalle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia e da alcune zone dell'Africa. Il suo areale naturale si estende dalla catena dell'Himalaya, passando per l'India e il Nepal, fino al Sud-est asiatico. Nel suo habitat originario cresce preferibilmente ai margini luminosi dei boschi e nelle praterie, dove si è adattata perfettamente all'alternanza climatica tra le piogge monsoniche e marcate stagioni secche.
È proprio questa origine a spiegare il comportamento affascinante della pianta: il grosso tubero funge da robusto serbatoio d'acqua e sostanze nutritive per la difficile stagione secca. Questo permette al giglio voodoo di fiorire all'inizio della primavera come pianta a fioritura a secco, completamente senza terra né annaffiature, sul davanzale della mia finestra. Per lo stesso motivo non è preparato ai nostri inverni freddi, umidi e gelidi e deve trascorrere necessariamente la stagione fredda in casa, all'asciutto e al riparo.
Le mie esperienze e i miei consigli per la messa a dimora e la cura:
Capacità di fiorire e fioritura a secco:
È bene sapere che i tuberi diventano capaci di fiorire a partire da un diametro di circa 3-4 centimetri (all'incirca delle dimensioni di una noce). Alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera, appoggio semplicemente il tubero sufficientemente grande in un luogo luminoso e caldo sul davanzale della mia finestra; spesso è sufficiente un piccolo piatto come base. Nel giro di poche settimane si sviluppa una lunga infiorescenza con una brattea vistosamente maculata di porpora-marrone e giallastro, il cui disegno ricorda fortemente la pelle di un rettile.
Il trucco per attirare gli impollinatori:
Per attirare in natura i suoi impollinatori preferiti (mosche carnaria e coleotteri necrofagi), il fiore emana per uno o due giorni un intenso odore di carogna, tutt'altro che gradevole. Durante questo breve periodo, di solito trasferisco temporaneamente il tubero all'aperto o in un ambiente ben ventilato.
La messa a dimora:
Non appena il fiore appassisce, inizia la vera fase vegetativa. A quel punto interro il tubero a una profondità di circa 10-15 cm in un vaso sufficientemente grande oppure, a partire da metà maggio, direttamente nell'aiuola del mio giardino.
Substrato:
La radice di lucertola necessita di un substrato molto soffice, ricco di humus e ben drenante. È indispensabile evitare i ristagni d'acqua, altrimenti il grosso tubero potrebbe marcire.
Crescita e posizione:
Dopo la fioritura, il giglio voodoo mostra il suo secondo volto, quasi altrettanto impressionante. Da un fusto carnoso e vistosamente maculato cresce verso l'alto un'unica foglia enorme e profondamente incisa, che sembra un piccolo ombrello tropicale. La pianta raggiunge un'altezza di circa 40-80 cm. In estate predilige una posizione a mezz'ombra e leggermente umida. La luce solare intensa nelle ore centrali della giornata viene mal tollerata dal fogliame delicato.
Rimessaggio invernale:
Alle nostre latitudini la radice di lucertola non è sicuramente resistente all'inverno. All'inizio dell'autunno, non appena le temperature diminuiscono sensibilmente, la pianta ritira spontaneamente la sua grande foglia ed entra nella fase di riposo. A quel punto dissotterro con cautela i tuberi, li libero dalla terra e li conservo per tutto l'inverno in una cassetta in cantina, in un luogo completamente asciutto, fresco e al riparo dal gelo. Lì riposano profondamente, fino a quando il bizzarro e magico ciclo ricomincia da capo sul davanzale della mia finestra nella primavera successiva.