Lingua del diavolo (Amorphophallus konjac) - La bizzarra bellezza asiatica
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Eri rimasto affascinato dalla titanwurz, ma hai qualche timore per le cure necessarie? Allora la lingua del diavolo fa proprio al caso tuo! È la sorella minore, facile da curare e assolutamente robusta, della famiglia delle aracee. Offre una fioritura spettacolare, una foglia che sembra un piccolo albero e, nel frattempo, fornisce la materia prima per il superfood definitivo.
Contenuto della confezione: Piante vigorose in vaso da 7 cm e 9 cm
Crescita e aspetto
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Durata: Pianta perenne che forma tuberi.
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Altezza: L'unica foglia a forma di ombrello che la pianta sviluppa in estate supera spesso 1 metro (in parte raggiunge 1,5 metri) e sembra una piccola palma.
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Portamento: Il picciolo è davvero un'attrazione! È liscio e presenta macchie marcate, tanto da sembrare incredibilmente simile alla pelle di un serpente (da qui anche il nome, spesso usato, di "palma serpente").
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Fioritura: Quando il tubero è abbastanza grande (a partire da circa 500 g di peso), alla fine dell'inverno produce un enorme fiore dal rosso vinaccia intenso al viola-nero, a forma di gigantesca calla, dal cui centro sporge un lungo spadice (la "lingua del diavolo").
Origine La sua terra d'origine è il Sud-est asiatico umido e caldo (in particolare Cina, Giappone e Vietnam), dove cresce in foreste ombreggiate o parzialmente ombreggiate.
Componenti (La meraviglia dimagrante e un AVVERTIMENTO IMPORTANTE)
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La fibra magica: Il tubero è ricco di glucomannano. Questa fibra alimentare, estremamente capace di gonfiarsi, può legare una quantità d'acqua pari a 50 volte(!) il proprio peso.
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Attenzione, velenosa da cruda! Come tutte le aracee, la pianta contiene in ogni sua parte cristalli irritanti di ossalato di calcio. Il tubero non deve assolutamente essere consumato crudo, ma deve essere sottoposto a un'elaborata lavorazione.
Utilizzo
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In cucina (fitness food): In Asia, dalla farina del tubero si producono gelatine, farina e noodles da secoli. Da noi oggi è conosciuta soprattutto per i "noodles shirataki" senza calorie, il sogno proibito di ogni dieta low-carb, perché saziano moltissimo ma hanno quasi zero calorie.
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In cosmetica: Dalle fibre della pianta si producono le famose "spugne konjac", estremamente morbide, per una delicata pulizia del viso.
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In giardino/casa: Una pianta ornamentale affascinante, perfetta in estate sul balcone o in una aiuola.
Cenni storici In Giappone la radice di konjac viene coltivata già dal VI secolo come preziosa pianta medicinale e alimentare. In origine veniva utilizzata come rimedio contro la tosse e per la pulizia intestinale ("scopa dello stomaco").
Curiosità (La meraviglia sul davanzale, il "profumo" e la trappola per mosche) La lingua del diavolo ha in serbo autentiche stranezze:
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La fioritura a secco: Quando il tubero ha raggiunto il peso necessario per fiorire, alla fine dell'inverno ti sorprende con un fiore dal nulla. La cosa pazzesca: per farlo non ha bisogno né di terra né di acqua! Puoi semplicemente appoggiare il tubero nudo in un luogo asciutto, e svilupperà il suo fiore gigantesco attingendo solo alle riserve accumulate nel tubero.
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L'odore di carogna (segui il consiglio del giardiniere!): Come la titanwurz, per alcuni giorni il fiore emana un odore estremamente intenso di carne in decomposizione. Ecco il consiglio assolutamente professionale: in inverno aspetta fino ad almeno febbraio prima di spostare il tubero dormiente in un luogo più caldo! In questo modo ritarderai artificialmente un po' la fioritura e potrai mettere la pianta fiorita direttamente fuori dalla porta, all'aperto, insieme al suo fetore bestiale. Non metterla assolutamente nell'androne! Altrimenti puzzerà tutto il palazzo, a meno che tu non voglia naturalmente "deliziare" i vicini sgraditi...
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L'impollinazione (Una trappola ingegnosa): Il cattivo odore ha uno scopo: attira mosche carnarie e coleotteri necrofagi. Questi insetti si arrampicano in profondità nella camera del fiore e qui, a causa delle pareti estremamente lisce, vengono tenuti praticamente "prigionieri" per tutta la notte, così da impollinare i fiori femminili situati in fondo. Solo il giorno seguente si aprono i fiori maschili, ricoprendo generosamente di polline fresco gli insetti intrappolati; quindi le pareti della camera diventano nuovamente ruvide e le mosche possono fuggire. Importante per chi raccoglie semi: poiché i fiori femminili e maschili della stessa pianta maturano in momenti diversi, per evitare l'autofecondazione, per un'impollinazione riuscita (e per raccogliere le bacche rosse) di norma è necessario il polline di una seconda lingua del diavolo in fiore nello stesso periodo!
Posizione, cure e svernamento (Adatta assolutamente ai principianti!)
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Posizione (estate): Mezz'ombra. Da metà maggio può stare volentieri all'aperto, in un'aiuola o in un grande vaso.
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Terreno: Ricco di humus, fertile e ben drenato. In estate cresce rapidamente e ha quindi molta fame e sete.
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Il periodo di riposo (inverno): Quando in autunno la foglia simile a un serpente ingiallisce e si affloscia, la pianta entra in riposo. A questo punto estrai semplicemente il tubero dal terreno, spazzolalo con cautela con una spazzola morbida e conservalo completamente asciutto, al buio, al riparo dal gelo e soprattutto non troppo al caldo! (Se lo conservi in un luogo troppo caldo, il fiore germoglierà troppo presto). Svernare non potrebbe essere più semplice!
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Il ciclo: In primavera sul tubero compaiono minuscole "corna" rosa - è il nuovo germoglio! Non appena queste corna crescono, pianta nuovamente il tubero in terriccio fresco e lo spettacolo ricomincia da capo.