Nigella sativa, il vero cumino nero - chiamato anche coriandolo romano - è una pianta delicata e affascinante, che non entusiasma solo per il suo aspetto, ma vanta anche una storia millenaria come pianta aromatica e utile. La pianta incanta con il suo fogliame delicato e pennato e con i suoi splendidi fiori dal bianco all'azzurro pallido, dai quali si sviluppano in seguito le caratteristiche capsule dei semi, panciute. Apprezzo particolarmente il cumino nero perché è assolutamente facile da curare e, alla fine della stagione, regala quei semi aromatici e neri come la pece, indispensabili in cucina. Che sia sul pane piatto fresco o in padellate di verdure di ispirazione orientale, questa pianta offre un enorme valore aggiunto.
Contenuto della confezione: 20/ 50/ 200 semi
Semina in sintesi:
| Caratteristica |
Indicazione |
| Precoltivazione (in casa) |
Non consigliata, poiché le sottili radici fittonanti tollerano male il trapianto |
| Semina (all'aperto) |
Semina diretta da aprile a maggio |
| Profondità di semina |
Da 1 a 2 cm |
| Temperatura di germinazione |
Da 15 a 20 gradi Celsius |
| Durata della germinazione |
Da 7 a 14 giorni |
Forma di crescita, posizione e cura:
Il vero cumino nero è una pianta erbacea annuale che raggiunge un'altezza piuttosto compatta, compresa tra circa 30 e 60 centimetri. Ama una posizione calda e in pieno sole nell'aiuola o in un grande vaso. Non è particolarmente esigente riguardo al terreno, purché sia ben drenato. Prima della semina, i terreni pesanti e molto compatti dovrebbero essere resi più sciolti con un po' di sabbia o ghiaia fine, poiché è assolutamente necessario evitare i ristagni d'acqua. Una volta ben attecchita, la pianta si dimostra estremamente frugale e tollerante alla siccità. Di norma evito completamente ulteriori concimazioni, poiché un normale terreno da giardino è del tutto sufficiente come base.
Raccolta e utilizzo:
A fine estate, quando le decorative capsule dei semi diventano marroni e cartacee, è il momento di procedere alla raccolta. Taglio le capsule insieme al gambo e le lascio essiccare completamente in un luogo caldo e ben ventilato. Dopodiché, i piccoli semi angolosi e neri come la pece possono essere facilmente fatti uscire scuotendoli. Prima di usarli in cucina, mi piace tostarli brevemente in padella senza grassi: in questo modo sprigionano al meglio il loro aroma di nocciola, leggermente pepato.
Un meraviglioso consiglio della tradizione, che ho portato con me dal Marocco: i semi non sono preziosi solo in cucina, ma sono anche un eccellente rimedio casalingo contro il raffreddore. Basta mettere alcuni semi in un piccolo panno, stringere leggermente il fagottino così ottenuto per liberare gli oli essenziali e portarlo direttamente al naso per inalare.
Storia e origine:
Dal punto di vista botanico, il cumino nero appartiene alla famiglia delle ranuncolacee (Ranunculaceae) e non è imparentato con il vero cumino né con il cumino romano. La sua patria d'origine si trova nell'Asia occidentale, in Turchia e in Iraq, da dove si diffuse rapidamente in tutta l'area mediterranea. La pianta vanta una storia impressionante: già nell'antico Egitto la Nigella sativa era così apprezzata che persino boccette di olio di cumino nero venivano deposte come preziosi corredi funerari nelle tombe dei faraoni. Per secoli è stata considerata un vero rimedio miracoloso e una spezia preziosa dell'Oriente.